di Zazoom di mercoledì 3 gennaio 2024

Superbonus 2024: Le Nuove Regole, Riduzioni e Opportunità per l'Edilizia Residenziale

superbonus 2024

Il Superbonus 2024 porterà importanti cambiamenti nei benefici fiscali per gli interventi edilizi. Le modifiche riguardano sia la percentuale dei contributi che le condizioni per ottenere la detrazione massima del 110%. Ecco cosa è cambiato.

Dal 1° gennaio 2024, il contributo massimo sarà ridotto al 70%, con una successiva diminuzione al 65% nel 2025. È prevista una sanatoria per i lavori non completati entro il 31 dicembre 2023. Inoltre, è stato istituito un "fondo povertà" per i redditi con Isee sotto i 15mila euro, destinato a compensare la differenza tra la precedente aliquota del 110% e quella attuale del 70%, ma solo se i lavori raggiungono uno stato di avanzamento del 60% entro la fine del 2023.

La maxi-detrazione del 110% sarà mantenuta solo per gli interventi asseverati entro il 31 dicembre 2023. Nel caso di cessione del credito o sconto in fattura basato sullo Stato avanzamento lavori (Sal) effettuati entro la stessa data, le detrazioni del 110% non saranno recuperate se i lavori non sono stati completati, anche se il miglioramento energetico di due classi non è ancora stato raggiunto.

Per i lavori in corso, solo coloro che hanno effettuato l'asseverazione entro il 31 dicembre 2023 potranno mantenere il beneficio al 110%. L'asseverazione è una certificazione redatta da un tecnico abilitato, attestando il rispetto dei requisiti tecnici degli interventi e la congruità delle spese sostenute.

Un fondo povertà è stato istituito per i cittadini con Isee basso che hanno realizzato lavori entro il 2023 pari almeno al 60%. Questo fondo, utilizzabile per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 ottobre 2024, sarà erogato dall'Agenzia delle entrate, ma non concorrerà alla formazione della base imponibile.

Il decreto prevede ulteriori limitazioni per gli interventi contro le barriere architettoniche. I contribuenti potranno usufruire di una detrazione dall'imposta lorda per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2025, con particolare attenzione alle barriere architettoniche esistenti. Inoltre, è esclusa la possibilità di cedere il bonus per i lavori di demolizione e ricostruzione nelle zone sismiche 1, 2 e 3, senza il titolo abilitativo richiesto entro l'entrata in vigore del Dl n. 212/2023.

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