Malgioglio ricorda Raffaella Carrà : La canzone che dedicava a Japino e le sue ultime parole

di Redazione Zazoom - martedì 5 luglio 2022

A un anno dalla morte di Raffaella Carrà, Cristiano Malgioglio traccia un suo ritratto a Fanpage. Il paroliere ricorda le canzoni che ha scritto per lei, i loro incontri, l’amore che Raffaella provava per Sergio Japino e Gianni Boncompagni e le ultime parole che gli disse, in una telefonata avvenuta pochi giorni prima della scomparsa.

"Raffaella ha iniziato a fare televisione quando era ancora in bianco e nero. Grazie a lei, dal grigiume si è passati al colore, perché lei era brillante, ironica, talentosa, brava. Ha sacrificato la sua vita, non ha messo al mondo un figlio anche se lo avrebbe voluto: pensava alla carriera, ma amava i bambini. In America Latina l'hanno imitata tutti, ma non esiste un'altra Raffaella Carrà. La sua scomparsa è stata terribile. Ci manca molto, non ce ne sono come lei. Non ha eredi, forse le dive di ieri…erano capaci, ma non avevano la sua allegria. Magari sorridevano davanti allo schermo e poi quando tornavano a casa erano di una tristezza e di una depressione allucinanti. Lei non aveva tutto questo, faceva divertire la gente, era una gioia per quelli che la guardavano e quando i riflettori si spegnevano continuava ad avere addosso l'allegria"

Malgioglio

“Innamorata: È la canzone che dedicava a Sergio Japino. Un testo bellissimo, d'amore, forse uno dei più belli che io abbia mai scritto, dove c'era tutta la sensualità possibile. Raffaella fece un'interpretazione non meravigliosa, ma molto di più.

“L’ultima chiamata le dissi: Che bello sentirti, come stai? e lei ha cominciato a ridere. Mi ha detto: Bene, bene. Mi fai un favore? Dai, fammi un regalo. Ricordati di rimanere così come sei, di non cambiare mai, perché quando sei in tv, la televisione cambia colore. Non capivo perché mi stesse dicendo questa cosa. Poi le hanno tolto il telefono dalla mano, forse non stava bene. Se lo avessi saputo, avrei provato a rallegrarla, ma solo i più intimi conoscevano le sue condizioni.”