Fiorella Mannoia: Quella contro la violenza sulle donne è una guerra al patriarcato non all’uomo

di Redazione Zazoom - giovedì 25 novembre 2021

Fiorella Mannoia: Quella contro la violenza sulle donne è una guerra al patriarcato non all’uomo

A Fanpage Fiorella Mannoia, protagonista su Rai 3 con “La versione di Fiorella”, dedicherà una puntata alla giornata contro la violenza sulle donne, una battaglia, spiega, non contro gli uomini.

“Noi siamo molto contenti, sapevamo che fare una trasmissione alle 23.15, in seconda serata, quando tutti i programmi vanno in onda fino all'1, con la seconda serata sparita, non sarebbe stato facile. La rete sta cercando di far tornare questa abitudine che da loro è stata sempre molto seguita, quindi sapevamo il rischio che correvamo, però proprio perché è la seconda serata in quella rete hai la libertà di fare cose che normalmente nella rete ammiraglia in prima serata non fai.”

“I dati sono allarmanti, nell'ultima settimana hanno ammazzate più donne, credo che oggi stiamo facendo i conti con un cambiamento che è lento. Se contiamo gli oltre settant'anni dal diritto al voto per le donne sono un battito di ciglia, perché veniamo da millenni in cui la donna è stata considerata come una bestia da soma e ancora oggi è così in tanti Paesi.”

“Sono arrivata al punto di pensare che è un percorso che dobbiamo fare insieme, uomini e donne, perché questa non è una guerra all'uomo ma è una guerra al patriarcato. Il problema è che questa mentalità l'abbiamo introiettata anche noi donne, siamo vittime tutti di stereotipi, alcuni uomini di quello per cui la donna va protetta, che pensano che sia loro proprietà, retaggi vecchi, pensare che la donna gli appartiene e per questo non sopportano quando vengono lasciati, o l'indipendenza della donna, non la vedono, non la concepiscono. E noi donne, invece, abbiamo ancora il retaggio dell'accoglienza, della comprensione, dover sempre perdonare, sorreggere, come una stampella. Dobbiamo cambiare anche noi questa mentalità, siamo vittime anche noi dei nostri stereotipi e delle nostre ancestrali convinzioni, bisogna scardinarle. È un percorso da fare assieme”