di Zazoom di giovedì 25 gennaio 2024

Condanna a morte: L'Alabama verso la prima esecuzione con azoto

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Kenneth Eugene Smith, 58 anni, detenuto nel braccio della morte in un carcere dell'Alabama dal 1996, potrebbe diventare il primo condannato negli Stati Uniti - e nel mondo, secondo il Death Penalty Information Center - a essere giustiziato tramite azoto. La Corte Suprema degli Stati Uniti, dopo la Corte d'appello, ha respinto il tentativo di bloccare l'esecuzione, programmata entro trenta ore dalla mattina italiana. Condannato per l'omicidio di Elisabeth Sennett nel 1989, i legali di Smith ritengono che l'uso dell'azoto possa causare sofferenze aggiuntive al detenuto.

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha criticato l'uso dell'azoto, definendolo potenzialmente equivalente a tortura o trattamenti crudeli. I legali di Smith prevedono di presentare un appello dell'ultimo minuto alla Corte Suprema nella speranza di bloccare l'esecuzione. L'inalazione di azoto puro provoca il collasso delle cellule e la morte, secondo le autorità dell'Alabama.

I medici hanno sollevato preoccupazioni riguardo a possibili incidenti catastrofici, come convulsioni violente o la sopravvivenza in uno stato vegetativo. L'Alabama e altri due stati hanno adottato l'uso dell'ipossia da azoto come alternativa alle iniezioni letali, sempre più difficili da ottenere.

Kenneth Eugene Smith aveva già tentato di essere giustiziato tramite iniezione letale due anni fa, ma non fu possibile individuare una vena adatta nei tempi previsti. Smith è stato coinvolto nell'omicidio di Elisabeth Sennett, avvenuto nel 1988 su commissione. L'Alabama ha uno degli alti tassi di esecuzioni negli Stati Uniti, con 165 persone attualmente nel braccio della morte. La procedura con azoto è stata descritta dal procuratore generale dell'Alabama, Steve Marshall, come "forse il metodo di esecuzione più umano mai concepito", nonostante le preoccupazioni sollevate dai legali del condannato e dagli esperti medici.