Dieta SCD: cibi permessi, benefici e rischi

di luigia.iarlori@ - mercoledì 29 settembre 2021

Dieta SCD: cibi permessi, benefici e rischi

La dieta dei carboidrati specifici o SCD (Specific Carbohydrate Diet), molto conosciuta tra le persone che soffrono di malattie infiammatorie intestinali IBD, è focalizzata sui carboidrati semplici e sugli alimenti non trasformati.

Negli anni ’20 del secolo scorso, il gastroenterologo Sidney Hass ha ideato la dieta SCD durante gli studi sul miglior trattamento per la malattia celiaca.

La dieta SCD è diventata molto popolare quando la biologa Elaine Gottschall ha pubblicato il libro ”Rompere il circolo vizioso: la salute intestinale attraverso la dieta” nel 1994. Hass e Gottschall furono i primi studiosi ha sostenere che la dieta avrebbe potuto cambiare il microbiota intestinale.

La dieta dei carboidrati specifici comporta il consumo di carboidrati facili da digerire ed evita i carboidrati difficilmente digeribili, anche se è molto restrittiva, numerosi studi hanno dimostrato l’efficacia della dieta nel ridurre i sintomi tipici dei disturbi intestinali.

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La dieta SCD.

La dieta SCD è spesso seguita dalle persone affette dalle malattie infiammatorie intestinali IBD che sono delle condizioni cliniche, responsabili di una infiammazione cronica del tratto digerente, ne esistono di due tipologie, il Morbo di Crohn e la Colite ulcerosa.

Nella Malattia di Crohn, l’infiammazione può verificarsi in qualsiasi tratto dell’apparato digerente dalla bocca all'ano, mentre la Colite ulcerosa colpisce principalmente il colon e il retto.

La SCD Diet consente solo il consumo di carboidrati facili da digerire come i monosaccaridi formati da una singola molecola che non necessitano di enzimi per essere digeriti e sono direttamente assorbiti durante la digestione. I carboidrati complessi, invece, vengono limitati perché difficili da digerire e secondo alcuni ricercatori potrebbero essere i principali promotori dell’infiammazione intestinale.

I carboidrati poco digeribili includono i disaccaridi formati da due molecole di monosaccaridi e molti polisaccaridi costituiti da tante unità di monosaccaridi.

Cibi permessi.

La dieta SCD focalizzando l’attenzione sui carboidrati facilmente digeribili, alimenti integrali e non lavorati permette di aggiungere al piano dietetico i seguenti cibi:

Elenco dei cibi da limitare.

La dieta SCD limita i carboidrati difficilmente digeribili così come la maggior parte dei cibi processati, pertanto i cibi soggetti a restrizione sono:

Benefici.

Gli studi che hanno dimostrato la capacità della dieta SCD di alleviare i sintomi delle malattie infiammatorie intestinali IBD sono ancora evidenze preliminari dell’effettiva efficacia. Uno studio del 2015 condotto su persone affette da IBD ha osservato che la dieta SCD migliorava i sintomi e manteneva la remissione nel tempo.

Una revisione di studi del 2017 ha analizzato alcune ricerche in cui le persone affette da IBD sotto poste alla dieta dei carboidrati specifici, avevano avuto un miglioramento dei sintomi e un cambiamento del microbiota intestinale rispetto alla dieta occidentale seguita prima degli studi.

Numerose ricerche hanno provato l’efficacia della SCD Diet sui sintomi IBD ma esistono anche dati contrastanti che non sono completamente incoraggianti.

Rischi e considerazioni.

La dieta dei carboidrati specifici è stata associata ad alcuni rischi per la salute anche se apporta numerosi benefici per le malattia infiammatorie intestinali.

1. DIFFICILE DA SEGUIRE.

Le restrizioni alimentari della dieta SCD la rendono difficile da seguire e rappresentano una sfida per tutte quelle persone che pur presentando i sintomi di IBD non vogliono aderire ad una dieta così restrittiva.

Il dottor Gottschall tuttavia raccomanda una totale aderenza alla dieta. Alcune ricerche hanno dimostrato che potrebbe essere efficace nel lungo periodo pertanto rappresenta il punto di partenza, successivamente il piano dietetico dovrà essere adattato al proprio stile di vita e ai sintomi personali presenti.

2. CARENZA DI CALORIE E DI VITAMINE.

Alcuni ricercatori hanno ipotizzato delle possibili carenze nutrizionali per via del carattere restrittivo della dieta SCD come la deficienza di vitamina A, vitamina C, vitamina D, vitamina B6, folati, tiamina, potassio e calcio.

3. NON SEMPRE VANTAGGIOSA.

Alcuni medici potrebbero non raccomandare la dieta dei carboidrati specifici ad alcune persone anche se affette da malattie infiammatorie intestinali poiché il piano alimentare è molto ricco di fibre responsabili di ostruzioni intestinali in casi specifici.

4.IMPRATICABILE PER QUALCUNO.

La dieta SCD richiede ogni giorno molto tempo e in alcuni casi si rileva socialmente restrittiva. La dieta prevede la preparazione in casa dei cibi da ingredienti base pertanto per qualcuno, specialmente per le persone con molti impegni di lavoro diventa impraticabile e le persone dei piccoli centri urbani potrebbero non avere accesso agli alimenti permessi.

Consultare il dietologo.

A causa delle possibili carenze nutrizionali, gli esperti consigliano di non iniziare la dieta SCD prima di aver consultato un dietologo che garantirà un piano dietetico nutrizionale equilibrato e aiuterà a limitare il carattere restrittivo della dieta.