Inps, le lettere paga 15mila euro : ecco chi rischia il taglio

di Mario Ferrazzuolo - mercoledì 17 marzo 2021

Inps, le lettere paga 15mila euro : ecco chi rischia il taglio

L'INPS spaventa italiani e pensionati al momento della pandemia. Lo fa con lettere per la richiesta di restituzione di ingenti somme, lettere indirizzate ad anziani che evidentemente stanno sprofondando nel terrore.

Una vicenda di cui ilgiornale.it riporta, con due casi specifici svelati, due lettere firmate INPS chiedendo il rimborso di importi che vanno dai 15mila ai 30mila euro. A fare da cornice alla vicenda, si riporta la testimonianza dell'avvocato Celeste Collovati dello studio legale Dirittissimo. Chi spiega: "Uno degli ultimi casi che abbiamo seguito ha riguardato la richiesta di restituzione di ingenti somme di una pensionata i cui beni sono amministrati dalla figlia; la pensionata , dopo aver percepito la pensione ormai da diversi anni, non è mai cambiato il suo reddito, non avendo più lavorato o ricevuto nulla. La richiesta di annullamento della somma di 3mila euro è stata immediatamente trasmessa al Comitato Provinciale dell'ufficio competente, per il tramite degli avvocati, ed è stata accolta dall'Organismo Competente all'interno del termini previsti dalla legge ", riferisce ilgiornale.it alla testimonianza.

Quindi il secondo caso, che invece riguarda una prestazione sociale: in questo caso la richiesta di restituzione è stata di 15mila euro con ritiro diretto dell'indennità di pensione mensile. Il fatto è che spesso l'INPS, dopo aver inviato la comunicazione di ricalcolo dell'assegno, passa direttamente al ritiro diretto.

Ed è questo il caso che ha travolto una pensionata, che dopo aver ricevuto la lettera ha visto il suo assegno subire automaticamente una riduzione di circa 200 euro. In questo caso, prosegue ilgiornale.it, l'appello dell'anziana donna è andato a buon fine. Resta però il "ritiro forzato" imposto dall'INPS, interrotto solo dopo un pesante appello. Il fatto è che queste “lettere choc” dell'INPS sono sempre più frequenti e che nella maggior parte dei casi i pensionati pagano, senza preoccuparsi di ricorrere in appello.