5000 servizi con ambulanza ed altrettanti sociali: questo il bilancio della Misericordia di Pontremoli

di Alberto Ruffini - domenica 15 novembre 2020

5000 servizi con ambulanza ed altrettanti sociali: questo il bilancio della Misericordia di Pontremoli

“5000 servizi  con ambulanza compresi quelli effettuati per il 118 a questi vanno aggiunti quelli sociali che si aggirano su  alcune migliaia,  da tenere conto che da marzo fino a maggio in pratica siamo stati quasi fermi per colpa del covid. Una sensibile  attività grazie ai volontari ed anche ai  31moderni mezzi che ogni anno “macinano” migliaia di chilometri .”  Questo  il sintetico bilancio effettuato ieri mattina dal Priore della Venerabile Confraternita di Misericordia avvocato Paolo Angella  (così si chiama il Governatore della Misericordia di Pontremoli Lunigiana- Massa-Carrara) nel corso della tradizionale cerimonia  della Madonna di San Luca patrona della Misericordia di Pontremoli che si è tenuta nella  chiesa annessa alla storica sede di via Pietro Cocchi. 

Presenti  i componenti del Consiglio direttivo della Confraternita, Fausto Casotti coordinatore provinciale delle Misericordie , il Governatore della Misericordia di Bagnone Mareno Barbieri, quello della Misericordia di Mulazzo ed altri.  Il Priore dopo aver ricordato che la Misericordia di Pontremoli fu fondata nel 1262 sotto il titolo di San Giovanni Decollato e che  affonda le sue radici nella Confraternita dei Disciplinati di San Lorenzo ha aggiunto che “ in quest’anno così difficile, nonostante le misure di prevenzione in essere abbiamo voluto comunque celebrare, seppur in forma estremamente contenuta la Madonna di San Luca protettrice della Misericordia quale minimo segno di comunanza fra consorelle e confratelli e, di conseguenza, abbiamo dovuto limitare la presenza in chiesa a sole  40 persone ed annullato il pranzo sociale ma, ripeto,  non potevano rinunciare alla messa officiata dal nostro correttore spirituale don Pietro Pratolongo.” 

Angella ha aggiunto: “abbiamo  72 volontari attivi ma la pandemia   ha dimostrato  e lo sta dimostrando ancora con tutta la sua drammaticità: la carenza di volontari. La nostra Misericordia necessita di un indispensabile ricambio generazionale, se vorrà portare avanti la propria storia al servizio dei più bisognosi. Infatti come tutti sappiamo i nostri volontari sono per la maggior parte in quella fascia di età a cui viene consigliato di stare a casa, perché fisiologicamente più deboli. In quest’ottica pochi giorno orsono con estrema sofferenza abbiamo dovuto prendere atto dell’impossibilità di proseguire nel servizio di trasporto delle persone da e per il centro Alzheimer e socializzazione di Caprio, nonché dell’accompagnamento a scuola di un ragazzo disabile di Groppoli.” 

Il Priore a questo punto  precisa :” tutto il mondo del volontariato è in sofferenza, a maggior ragione quello delle Misericordie.  Infatti essere volontario in una Misericordia vuol dire stare a stretto contatto con la sofferenza, con la fragilità umana ed il proprio agire, o meno, ha un diretto impatto sulla collettività.” Oggi terminata la fase di isolamento, abbiamo ripreso,  con estrema fatica, i tradizionali servizi sociali, riattivati i progetti formativi della Regione Toscana, ripristinato il servizio dei Neri di accompagnamento dei defunti al cimitero. Come avete visto sono entrati a far parte del gruppo nuove forze ed è stata inaugurata la nuova veste donata dalla Fondazione Cio nel Cuore, con la partecipazione degli Amci della Banda di Cicci ed il ricavato della vendita del libro scritto dal Prof. Perangelo Coltelli. Sono continuate le collaborazioni con Lyons Club per la consegna a famiglie in disagio di pasti preconfezionati, al trasporto di generi alimentari a varie associazione cittadine; il servizio Sos debiti centro di ascolto per la prevenzione dell’usura ha riaperto gli uffici. A breve, poi, verrà aperta presso i nostri locali la sede della Sezione Provinciale Aido di Massa Carrarra, così come da gentile richiesta inoltrataci tramite il Confratello Ferdani Angelo, quale segno di cooperazione e integrazione fra le varie anime del volontariato. Ricordo comunque che “durante la fase acuta della pandemia la Misericordia ha partecipato al Centro Operativo Comunale per l’assistenza alle persone più fragili impossibilitate ad uscire di casa per la consegna di medicinali, generi alimentari di prima necessità, la distribuzione di mascherine. In qualche occasione ci è anche capitato di andare al NOA a Massa per portare il cambio di indumenti e medicinali a pazienti ricoverati ai cui familiari era impedita ogni forma di visita.” 

Il Priore torna sul problema-volontari e aggiunge “ essere volontario in una Misericordia vuol dire stare a stretto contatto con la sofferenza, con la fragilità umana ed il proprio agire, o meno, ha un diretto impatto sulla collettività. Quindi essere volontario non è una cosa facile, ci vuole abnegazione, volontà, sacrificio e consapevolezza che ciò che si fa è rivolto al bene altrui. Essere volontario presso di Noi è ancora più difficile, in quanto chi viene da Noi sa di prestare la propria opera in maniera spontanea, gratuita senza alcun fine di lucro diretto e/o indiretto. Questo è lo spirito che ha caratterizzato la Misericordia di Pontremoli fin dalla sua origine e che noi intendiamo portare avanti nella sua integrità. Oggi per noi è arrivato il momento di pensare seriamente come affrontare la carenza di volontari, come attrarre persone in grado di darci una mano, perché altrimenti non saremo in grado di far fronte alle sempre più maggiori e disparate richieste di aiuto. Mi rivolgo alle persone di buona volontà che siano disposte a sacrificare parte del proprio tempo libero per avvicinarsi alla Misericordia, non necessariamente per fare servizio sulle ambulanze, ma eventualmente per dare una mano dietro le quinte, nella macchina burocratica. Io ne sono un esempio diretto non ho mai fatto un servizio sulle ambulanze o su altri mezzi eppure sono qui. In questo contesto così difficile abbiamo, anzi i volontari hanno, portato avanti il loro operato di carità. “ 

Il Priore, poi, è passato a premiare  nove volontari: Costantino Franchini, Mauro Bertolini, Fernando Moscatelli ,  Besatrice Perfigli ,  Danilo Spuri,  Giacomo Ricci , Luigina Tortori ,Luca Benelli  e Fulvio Cavernari. Queste persone durante il periodi covid del marzo scorso hanno lavorato intensamente giusto quindi premiarle.” Nel corso della messa si è tenuta anche la storica vestizione di due confratelli: Piero Balestracci e Oreste Pilati. La “Vestizione”  ha spiegato Fausto Casotti che ha portato il saluto della Federazione regionale -  segna l’ingresso dell’aspirante in seno alla grande famiglia dei Confratelli che, nella sua Confraternita della Misericordia come nel mondo, offrono il loro servizio di carità per la propria anima ed a lode e gloria di Dio. Con la “Vestizione” l’aspirante (postulante), che volontariamente si è avvicinato al sodalizio prestandovi la propria opera e compiendovi il proprio cammino di preparazione, perde la propria qualifica generica di semplice e comune “volontario” acquistando la prestigiosa ed impegnativa identità di “Confratello della Misericordia”. 

La nuova identità, rappresentata dalla “Veste”, offre al nuovo Confratello l’impareggiabile opportunità di essere compartecipe dell’impegno nella costruzione del Regno di Dio nella Città dell’Uomo che nei secoli ha accomunato le innumerevoli generazioni di suoi Confratelli che lo hanno preceduto e che, in virtù dell’esempio che si appresta a dare ed a Dio piacendo, proseguirà per mano dei suoi eredi dopo la sua stessa morte corporale. L’acquisizione di questa nuova identità è cosa talmente importante, tanto per il nuovo Confratello, quanto per la comunità, da richiedere di essere preceduta da una adeguata preparazione che dia piena consapevolezza dei doveri che comporta e dei benefici che ne derivano. “ Questi confratelli “vestiti”si occuperanno dell’importante servizio – ha concluso  il priore avvocato Angella -  di accompagnare al camposanto i defunti vestiti con la classica “veste nera”  con la torcia della luce eterna a petrolio in mano e con la “buffa” cioè il classico cappuccio che sta a significare  che la carità come gli aiuti sono  anonimi.”