di Zazoom di giovedì 25 gennaio 2024

Meloni alla Camera contro tutti, non arretra su Stellantis e morde le opposizioni

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Irrita tutti e non si sottrae a nessuna sfida. Neanche quando si tratta di Stellantis o delle critiche ai media, che continua a rimproverare per la loro narrazione distorta. Giorgia Meloni, nel vivo della discussione nella Camera per il suo primo intervento come premier, non risparmia critiche al leader del M5S, Giuseppe Conte, attribuendogli esclusivamente "disastri ereditati", e attacca Elly Schlein e la sinistra avversaria: "Se ci chiedete di risolvere problemi da voi creati, allora fidatevi di noi". Difende con forza il lavoro svolto dal suo governo, sottolineando un cambio di rotta nelle politiche per il Mezzogiorno e respingendo le critiche sull'Autonomia propugnata dalla Lega.

Meloni, in anticipo rispetto agli orari previsti, attraversa il lungo corridoio che porta all'Aula, evitando i giornalisti. Le porte si chiudono dietro di lei, protetta dal capo ufficio stampa di Palazzo Chigi Fabrizio Alfano e da Patrizia Scurti. Inizia parlando del Medio Oriente, ammettendo divergenze con Benjamin Netanyahu sulla soluzione dei due Stati, ma sottolineando la necessità di evitare ambiguità su Israele. Annuncia anche l'impegno del governo italiano nel curare minori palestinesi nei nostri ospedali.

L'atmosfera si surriscalda quando Azione solleva il tema di Stellantis e Meloni mantiene la sua critica alle scelte della proprietà e della gestione del Gruppo automobilistico. La difesa degli interessi italiani diventa il filo conduttore delle risposte a dieci interrogazioni. Sulla sanità, Meloni promette risorse per gli anziani e attacca la cultura dello scarto, annunciando risorse per oltre un miliardo di euro. Sul fronte delle privatizzazioni, ribadisce l'obiettivo di 20 miliardi in 3 anni.

Il confronto più acceso avviene con Conte e Schlein. Meloni respinge le critiche sulla gestione del nuovo patto di stabilità europeo, sostenendo che il governo italiano ha ottenuto un buon compromesso, nonostante l'eredità negativa dei governi precedenti. A Schlein, che denuncia lo stato precario della sanità italiana, Meloni replica sottolineando la responsabilità accumulata negli ultimi 14 anni e accusando l'opposizione di chiedere aiuto su problemi non risolti durante i loro governi.

Il dibattito si fa acceso, soprattutto quando Schlein accusa Meloni di essere la "regina dei tagli" sulla sanità. Meloni respinge l'accusa, sostenendo di aver affrontato il problema del personale medico e della carenza di organici. Alla fine della seduta, Conte commenta ai giornalisti: "Parla più da leader di opposizione, non trovate?". Meloni, pur dimostrando un certo nervosismo, si allontana con il fardello di questioni da risolvere a Palazzo Chigi. Il confronto a Montecitorio è solo l'inizio di sfide più sostanziose, come il prossimo duello televisivo.