di Zazoom di lunedì 22 gennaio 2024

Che cosa è il melanoma: Ecco i sintomi e la prevenzione

cosa melanoma

Il melanoma, uno dei tumori cutanei più noti, è stato storicamente considerato altamente aggressivo. Fino al 2010, la sopravvivenza media per questa malattia metastatica era di soli 6-9 mesi, con solo il 25% dei pazienti che raggiungeva l'anno di sopravvivenza e praticamente nessuno che superava i 2 anni. Tuttavia, grazie agli avanzamenti nelle cure, oggi siamo in grado di guarire il 50% delle persone affette da melanoma metastatico. Per coloro che riescono a individuare la malattia in tempo e a sottoporsi a interventi chirurgici, la sopravvivenza è del 70% dopo 7 anni e mezzo, segnando un cambiamento significativo nella sua storia naturale. Queste sono le parole di Paolo Ascierto, direttore dell'Unità di oncologia melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative presso l'Istituto nazionale tumori Fondazione Pascale di Napoli.

Il melanoma, in costante aumento negli ultimi anni, colpisce principalmente le persone con pelle chiara e ha origine nei melanociti, le cellule cutanee che producono melanina per proteggere dai raggi ultravioletti. Inizialmente, la crescita è orizzontale e solo successivamente diventa verticale, avvicinandosi ai vasi sanguigni, aumentando il rischio di diffusione della malattia.

Ascierto sottolinea l'importanza della prevenzione per individuare la malattia precocemente e migliorare le possibilità di guarigione attraverso la rimozione chirurgica del tumore. Controlli regolari, comprese le visite dermatologiche annuali per monitorare i nei, sono fondamentali. In caso di "brutti anatroccoli" o segni secondo le regole Abcde (asimmetria, bordi irregolari, colore variegato o disomogeneo, dimensioni superiori a 6 millimetri, evoluzione rapida), è essenziale consultare immediatamente un medico.

Quando il melanoma coinvolge vasi sanguigni o linfonodi, la chirurgia può essere seguita da terapie mirate e immunoterapia. Questi trattamenti agiscono rimuovendo freni immunitari e addestrando il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule tumorali. Nonostante i progressi significativi dal 2011, con l'immunoterapia che ha evitato oltre 4.000 morti precoci, Ascierto sottolinea che la ricerca continua, poiché c'è ancora un 50% di pazienti per i quali si può fare molto di più.