Nuovo DCPM : Ecco cosa prevede il Decreto Ristori

di Francesco Oliva - martedì 27 ottobre 2020

Nuovo DCPM : Ecco cosa prevede il Decreto Ristori

Aiuti per categorie penalizzate: dagli attori ai tassisti. Nuove attività e nuove categorie di lavoratori si aggiungono all'elenco di coloro che avranno diritto agli aiuti di Stato dopo le nuove chiusure decise dal governo. Ad esempio entrano attori, biglietterie esterne e società di noleggio eventi. Nella lista potrebbero entrare anche i tassisti: in teoria non sono stati nemmeno fermati, non hanno orari ridotti. Ma con il paese arenato, hanno lottato per mesi e le cose potrebbero peggiorare con il coprifuoco serale. 

La questione è ancora aperta perché aiutare una categoria non soggetta a chiusura o divieto, seppur in oggettiva difficoltà, potrebbe innescare un effetto domino difficilmente controllabile. Il cosiddetto decreto del ristoro è atteso oggi in Consiglio dei ministri. Dovrebbe valere 4,5 miliardi di euro. 

L'annullamento della seconda tranche dell'IMU, che scadrà il 16 dicembre, dovrebbe riguardare tutte le attività "interessate" dall'ultimo Dpcm. Non solo palestre e piscine, che quindi stanno chiudendo. Ma anche ristoranti e bar, che devono ridurre l'orario di apertura. Tuttavia, c'è ancora il dibattito sull'operazione, che costerebbe 114 milioni di euro. Chi invece paga l'affitto beneficerà di un credito d'imposta, ovvero di una riduzione sulle tasse future, pari a tre mesi. Il credito può anche essere dato al proprietario dei locali e quindi detratto dall'affitto. Qui il costo è invece di 260 milioni di euro. Confermata la reintroduzione del reddito d'emergenza per un mese e degli aiuti alle persone in difficoltà che possono arrivare fino a 800 euro, a seconda del numero di persone in famiglia.

Nel decreto ci saranno altre settimane di cassa integrazione utilizzabili dalle aziende in difficoltà. Dovrebbero essere sei, per un costo di 1,6 miliardi di euro. Ma potrebbero arrivare anche a dieci, e in questo caso il costo ammonterebbe a 2,6 miliardi. Il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo preme per dieci settimane. Ma al governo vogliono procedere per tappe: le sei settimane permetterebbero comunque di estendere la copertura fino a fine anno, visto che per il momento i licenziamenti durano fino a metà novembre. Mentre per le settimane necessarie nel 2021 gli potrebbe essere fornita la legge finanziaria in fase di elaborazione con il nodo dei licenziamenti ancora stretti.

Sussidi a fondo perduto "già a novembre, forse anche l'11 novembre". L'importo totale dedicato alle imprese o persone indennizzate il cui fatturato può raggiungere i 5 milioni di euro e che subiranno perdite per limitazioni di tempo o chiusure è compreso tra 1,5 e 2 miliardi di euro. Una cifra che andrà a coprire le perdite con un tetto massimo di 150mila euro per azienda e che, come spiegato dal Ministro, si ritroverà direttamente nei conti correnti dei richiedenti: sarà un rimborso automatico per chi ne aveva già beneficiato dal precedente decreto; gli altri dovranno riapplicare. Tra i beneficiari ci sono anche aziende con un fatturato di oltre 5 milioni di euro. Le categorie di beneficiari saranno identificate con codici Ateco.