La luce che uccide il Covid-19 : La scoperta italiana di WIVActive

di Francesco Oliva - mercoledì 21 ottobre 2020

La luce che uccide il Covid-19 : La scoperta italiana di WIVActive

Si chiama fotocatalisi ed è un processo innovativo, sviluppato in Italia, in cui viene utilizzata una luce per pulire l'aria e combattere il coronavirus. 

Un bruciatore utilizza la luce invece del fuoco per creare particelle che inattivano virus, batteri e sostanze inquinanti. I nuovi dispositivi di purificazione dell'aria si chiamano WIVActive e sono stati installati per la prima volta in una scuola italiana come un altro strumento di difesa contro la diffusione del Covid-19. La prima scuola ad utilizzarli è a Rivoli, alle porte di Torino: si tratta della Iis Giulio Natta, dove per circa tre settimane sono stati installati 112 Air Panels in 27 aule che, mediante fotocatalisi con luce LED visibile , utilizza biossido di titanio generando un processo ossidante che inattiva la molecola inquinante. La scuola è quindi "a prova di covid": la nuova tecnologia, sempre rigorosamente associata al rispetto delle direttive nazionali, contribuisce "a rendere l'ambiente il più sicuro possibile", come sottolinea la direttrice Rita Esposito . Uno strumento adottato per far fronte all'attuale emergenza sanitaria ma che, una volta superata, non esaurirà la sua utilità.

Il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell'Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano : "Questo sistema è interessante in generale per il problema della qualità dell'aria indoor. Per quel che riguarda il Covid rappresenta un'ulteriore barriera alla diffusione. E' infatti fondamentale che le azioni siano tante, pensando che ogni sistema di protezione ha delle falle e che dunque bisogna avere più barriere che ci permetteranno di convivere con il virus che sarà presente ancora a lungo".

Alla base del nuovo sistema, ha spiegato il professor Elio Giamello, del Dipartimento di Chimica all'Università di Torino, ci sono "i processi fotocatalitici capaci di eliminare inquinanti in ambiente acquoso e in aria con processi di ossidazione generati da un flusso di radiazione che irraggia il fotocatalizzatore. E sono inoltre capaci di effetti biocidi e di disinfezione attaccando batteri, spore, funghi e virus". Gli studi e le ricerche effettuate hanno portato allo sviluppo di un nanomateriale che ha consentito di eliminare l'utilizzo degli ultravioletti per la fotocatalisi.