Covid-19, nuovo dpcm tra domenica-lunedì

di Angelo Caputo - sabato 17 ottobre 2020

Covid-19, nuovo dpcm tra domenica-lunedì

Si è concluso poco dopo le 4 di questa mattina il vertice a Palazzo Chigi tra i capi delegazione e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla manovra e le misure da attuare in un nuovo dpcm anti-Covid

Il dpcm potrebbe essere lanciato tra domenica e lunedì. Sabato sera, spiegano fonti governative, il Consiglio dei ministri ha chiamato a dare il via libera al Dpb e dovrebbe essere confermata la legge finanziaria. Lasciare le attività produttive e le scuole aperte durante il giorno e la sera con rigorose misure di allontanamento e protezione, blocco notturno diffuso dalle 22:00 in tutto il paese. Questa è la linea di governo che sembra emergere dal vertice notturno di cinque ore a Palazzo Chigi sulla risposta alla nuova ondata italiana di coronavirus che la curva di contagio attesta. 

Durante il vertice, pubblicamente richiesto e ottenuto ieri dal capo della delegazione al governo Dario Franceschini, si sono confrontate due visioni, secondo quanto riportato da fonti maggioritarie. Il discorso più immediato a favore di un nuovo Dpcm nazionale restrittivo dopo appena quattro giorni dal "semiserrato" di martedì scorso, sostenuto dal Pd del segretario governatore del Lazio Nicola Zingaretti e dalla Leu del ministro del Salute Roberto Speranza. 

Dall'altro, quella più propensa ad aspettare qualche giorno in più per misurare gli effetti dei provvedimenti in vigore di cui lo Stato potrebbe non aver ancora prodotto conseguenze, espresse dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dai Cinque Stelle, condivise anche da la delegazione di Italia Viva. Confronto sulla tempistica, quindi, più che sulla necessità di intervento. 

Sarebbe stato quindi concordato di attendere l'esito dell'incontro con le Regioni per decidere subito dopo se procedere subito o al più tardi domenica con il nuovo Dpcm per la “serratura notturna” delle 22. O se al contrario si aspetta alla prossima settimana. 

Si terrà dunque ampiamente conto delle indicazioni, richieste e istanze dei presidenti delle regioni sulla situazione nella regione e sulle decisioni che i governatori intendono prendere in virtù del solo potere restrittivo che il Dpcm già in vigore riconosce.