Pieno di debiti si toglie vita, ma gli usurai chiedono i soldi a familiari

di Vito Manzione - mercoledì 9 settembre 2020

Pieno di debiti si toglie vita, ma gli usurai chiedono i soldi a familiari

Si è suicidato, per un debito di 30mila euro che non è riuscito a ripagare perché gravato da tassi fino al 94% e gli strozzini pochi giorni dopo il funerale hanno chiesto alla sua famiglia di continuare a pagare le quote

La moglie del figlio del povero uomo è stata costretta a dare tutta tredicesimo per pagare. Questo è uno degli elementi emersi dall'inchiesta che ha portato questa mattina all'arresto di 17 persone, accusate a vario titolo di associazione a delinquere, detenzione a scopo di traffico di droga, trasporto illegale di armi da fuoco, riciclaggio di denaro e traffico internazionale di auto rubate.

L'indagine, durata due anni, è iniziata con la denuncia della vittima, un imprenditore dei trasporti, che ha perso il suo unico cliente, una grande catena di supermercati, attraverso un ex dipendente entrato in contatto con la banda degli usurai. Grazie ad un'attività di intercettazione, gli investigatori sono riusciti a rintracciare la banda, scoprendo che i soldi ricavati dall'attività degli strozzini venivano riutilizzati per l'acquisto di droga fornita da due fratelli legati a una ndrangheta locale. Insieme alla droga, è stato osservato anche il traffico di auto rubate di alto valore.

Il 21 agosto 2018 l'imprenditore si è recato alla caserma di Volpiano per denunciare i fatti e il giorno successivo si è impiccato in azienda