Gli assassini di Colleferro: mentre pestavano Willy gli gridavano sporco negro

di Giuseppe Ferrazzuolo - martedì 8 settembre 2020

Gli assassini di Colleferro: mentre pestavano Willy gli gridavano sporco negro

Persino gli insulti razzisti dei mostri che hanno picchiato a morte Willy Monteiro. 

Qualcuno dice che se gli immigrati clandestini avessero commesso un omicidio così atroce, tutta l'Italia sarebbe scatenata oggi. La realtà è che quattro cittadini laziali avrebbero ucciso un africano naturalizzato in Italia.

E la costernazione è tale e come se fossero degli stranieri ad essere uccisi, tanto che i profili Facebook dei fratelli Bianchi verranno chiusi a causa degli insulti e delle minacce che arrivano sulle loro pagine. Gabriele Bianchi, uno degli arrestati per l'omicidio di Willy Monteiro, appena un mese fa, ha postato: "Essere maledetto mi benedice"

Willy Monteiro, 21 anni, in una folle serata tra sabato e domenica, è stato preso a calci e pugni, soprattutto alla testa, e la furia dei mostri non è finita finché non hanno visto esanime a terra. Gli agenti, assistiti dalle testimonianze dei presenti e dalle immagini riprese dalle telecamere della zona, hanno subito ritrovato e arrestato quattro giovani di vent'anni.

Inutile dire che hanno tutti una storia di lesioni e non erano estranei a combattimenti, percosse e minacce. Li hanno soprannominati la banda di Artena. Si chiamano Francesco Belleggia, 23 anni, Mario Pincarelli, 22, e i fratelli Gabriele e Marco Bianchi, 25 e 24 anni. Sono tutti accusati di omicidio intenzionale in competizione.

«Non si può morire a 21 anni così. Li conoscevano tutti qui quei due fratelli. Da due anni litigano e picchiano con le stesse modalità, sono stati autori di altri pestaggi». Sono le parole di un amico di Willy, subito accorso sul luogo dell’aggressione. «Con uno di loro ho litigato pochi mesi fa perché dava fastidio a un mio amico – aggiunge – La rabbia è che non è la prima volta che fanno così. Si poteva evitare».

«Eravamo molto amici, frequentavamo da tempo la stessa comitiva. Ero lì davanti, l’ho visto morire. Non potrò mai togliermi la scena dalla testa, non respirava più» -le parole di un altro amico del 21enne ucciso. Che poi aggiunge: “mi hanno riferito che mentre picchiavano a sangue Willy, gli gridavano sporco negro”. «Willy qui lo conoscevano tutti. Un ragazzo solare, silenzioso, buono, non avrebbe mai fatto male ad una mosca. Una tragedia incredibile»