Asaf Avidan, torna l'autore di Reckoning Song: Il mio album nato in Italia durante la pandemia

di Redazione Zazoom - lunedì 7 settembre 2020

Asaf Avidan, torna l

A Fanpage il cantautore israeliano Asaf Avidan parla del nuovo disco “Anagnorisis”, nato tra Pesaro e Tel Aviv e della sua evoluzione sia sul lato personale, sia su quello artistico. 

"Tutto l'album parla del fatto che non c'è un vero momento di comprensione che porta alla comprensione di se stessi, è solo questa nebulosa di cambiamento, è quasi come la fisica quantistica. - spiega Asaf Avidan sul titolo del nuovo lavoro “Anagnorisis", un termine greco che significa agnizione, l’improvvisa consapevolezza di una situazione reale.

"Questa idea del "senza identità" penso si traduca molto nella musica che faccio, nel fatto di non vedere i generi musicali come un obbligo: non quantifico la musica in quel modo, prendo ciò di cui ho bisogno per rappresentare un'emozione e questa per me è la più grande lezione o prezzo che ho ottenuto dall'aver viaggiato così tanto, significa non farsi etichettare - racconta il cantautore e sull'ultimo album spiega - "Abbiamo cominciato questo progetto prima della pandemia, poi è successo tutto quello che sappiamo e sono rimasto bloccato in Italia; visto che in passato ho avuto un cancro, ho fatto la chemioterapia, sono considerato ad alto rischio. Quindi abbiamo lavorato con Zoom per fare riunioni, abbiamo continuato a lavorare all'album in questo modo e devo dire che è stato molto potente capire di avere tanto tempo a disposizione". 

Asaf Avidan racconta poi della connessione tra la tua musica e la visione del mondo dello scrittore Jonathan Safran Foer che ha collaborato alla realizzazione dell'album: "Non posso davvero credere di conoscere questa persona, perché mi influenza in un modo talmente diretto, è quella cosa che quando la leggi dici: ‘Vorrei averla scritta io'. [...] Lui mi influenza per la persona che è, ma anche attraverso il filtro della sua arte, è così che lo descriverei e penso sia lo stesso viceversa".

Infine, sulla musica italiana il cantautore rivela: "Lucio Battisti, quello con tanti capelli, lo amo, aveva una voce bellissima e mi piaceva lo stile, ma penso mi piaccia di più altra musica italiana degli anni '60 e '70, il che non mi sorprende perché amo anche la musica statunitense e inglese di quegli anni".