Beirut : Questa catastrofe per beneficiare dell’aiuto internazionale?

di Francesco Oliva - giovedì 6 agosto 2020

Beirut : Questa catastrofe per beneficiare dell’aiuto internazionale?

Padre Mounir Khairallah è il vescovo di Batroun nel nord del Libano. È uno dei consiglieri più ascoltati del cardinale patriarca maronita Béchara Raï, in particolare in materia di relazioni diplomatiche. È anche un grande amico dell'Università Cattolica che, durante i suoi viaggi internazionali, viene a salutare ogni anno, incontrando il rettore, l'assistente ecclesiastico generale e molti professori. Molto intenso il suo rapporto con la Chiesa ambrosiana e con l'arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini.

Periodicamente scriveva lettere ai suoi amici sparsi per il mondo sulla situazione nel suo paese. Ecco parte di ciò che ha inviato mercoledì 5 agosto al HuffPost - dopo le terribili esplosioni che hanno scioccato Beirut .

Alla fine di questa lunga giornata e mentre Beirut continua a bendare i suoi feriti, grazie a un movimento straordinario di solidarietà dei libanesi (migliaia di giovani volontari sono arrivati in effetti durante la giornata da tutte le regioni del Libano) posso dire sospirando: abbiamo veramente bisogno di questa catastrofe per beneficiare dell’aiuto internazionale? Noi sappiamo che lo stato è bloccato a causa della classe politica corrotta e dei responsabili che fanno orecchie da mercante agli appelli di tutti i Paesi amici per iniziare le riforme. Vogliono davvero cambiare il loro comportamento? Vogliono abbandonare la loro politica clientelare? Non ne sono sicuro! Ma sono almeno sicuro di una cosa: che noi libanesi, forti della nostra storia, dei nostri legami di amicizia con tanti Paesi e popoli nel mondo, della nostra fede, della nostra speranza, della nostra solidarietà e dei nostri valori comuni, noi siamo capaci di ricostruire Beirut per l’ennesima volta e di ricostruire il nostro caro Libano, come lo volevano i nostri padri, un Paese Messaggio di libertà, di democrazia, di convivenza e del vivere insieme nel rispetto delle diversità”.