Assalita, legata e violentata ad Alessandria : stupratore seriale resta in carcere

di Vito Manzione - sabato 4 luglio 2020

Assalita, legata e violentata ad Alessandria : stupratore seriale resta in carcere

Il contadino sospettato di aver commesso violenza nei confronti di una ragazza della provincia di Alessandria rimane in carcere, anche in base alle misure precauzionali ordinate dal giudice. Il sospetto è che sia uno stupratore seriale. Era il padre della giovane donna, la notte tra il 21 e il 22 giugno, a chiamare il 112 perché la ragazza, tornata a casa, aveva detto di essere stata rapita e violentata da uno sconosciuto. Gli agenti sono intervenuti sul posto e hanno raccolto la storia della ragazza, quindi l'hanno portata con un'ambulanza della Croce Rossa all'ospedale di Novi Ligure. La giovane donna disse che verso le 23:40 di quella sera, mentre stava tornando a casa in macchina, notò che sulla strada c'era un grande ramo che le bloccava il passaggio.

Si fermò, scese dall'auto per spostarlo e in quel momento sentì qualcosa muoversi tra i cespugli sul ciglio della strada. Pensando che potesse essere un cinghiale, ma improvvisamente vide un uomo uscire dai cespugli che, con la faccia nascosta da un cappuccio scuro e un gancio in mano le correva incontro. Terrorizzata e pietrificata, urlò, ma nessuno la sentì. Nonostante tutto, come ricostruito dai carabinieri, la ragazza è riuscita a trovare la forza per tornare in macchina e rinchiudersi, ma l'uomo, che ora era arrivato a lei, con la maniglia del gancio, ha rotto il finestrino aprendo la porta e dopo aver tirato fuori un coltello e puntato contro la sua gola, gli ordinò di sistemarsi sul sedile del passeggero: "Muoviti, altrimenti ti ucciderò ...".

L'uomo legò dapprima i polsi e alla guida dell'auto si è spostato in un luogo appartato. Fermata la macchina, ordinò alla ragazza di scendere e sedersi a terra, dopodiché legò anche le caviglie con altre fascette da elettricista. Quindi prese la borsa della giovane donna dall'auto e la perquisì, estraendo il portafoglio in cui non c'erano soldi.

Ignorando le richieste della ragazza, l'uomo continuò a urlarle di rimanere immobile, la immobilizzò e, dopo avergli puntato il coltello in gola e aver minacciato di stare ferma, altrimenti l'avrebbe uccisa, l'avrebbe violentata. Poi l'ha fatta sedere in macchina e cominciò a lamentarsi che, tra l'altro, quella sera uscì con l'intenzione di uccidere una donna, la prima che avrebbe incontrato. In preda al panico, la giovane donna cercò di compiacerlo, nella speranza che non le facesse più del male. L'uomo continuò a parlare, ma improvvisamente tornò a minacciarla.

Successivamente, gli permise di recuperare i suoi beni e portandola nel punto in cui l'aveva aggredita, lungo la strada interrotta dal grande ramo, per poi scomparire tra i cespugli.