Seconda ondata Coronavirus : questo pericolo non riguarda l'Italia

di Anna Spiotta - martedì 30 giugno 2020

Seconda ondata Coronavirus : questo pericolo non riguarda l Dopo l'allarme lanciato ieri dall'OMS, secondo cui nei prossimi mesi "il peggio" ci aspetta, l'epidemiologo Pier Luigi Lopalco ha cercato di chiarire: "Il peggio deve ancora venire per gli altri paesi, questo pericolo non riguarda non in Italia ".

Lopalco ha spiegato a Radio Capital : "Sono sicuro che un'altra ondata come quella di questo inverno non ci sarà in Italia. Il virus è sempre lo stesso, e se colpisce una persona fragile causa una malattia fragile e la manda in rianimazione, ma è cambiata la quantità di virus che circola. L'epidemia è un incendio che si sta spegnendo: quello che vediamo non sono le fiamme, ma le braci, un po' di cenere calda che sta continuando a propagarsi. Non è il virus che è cambiato, ma la modalità di circolazione. Ne circola molto di meno".

Secondo il professor nei mesi scorsi c'è stata "una circolazione incontrollata del virus, una situazione che non potrà più ripresentarsi. Saremo sempre in grado di mettere in atto forme di controllo. Dobbiamo solo evitare che il virus acquisti velocità. Ma l'ottimismo è il sentimento giusto in questo momento".

l'Organizzazione mondiale della sanità è l'agenzia speciale delle Nazioni Unite per la salute. Fondata il 22 luglio 1946 ed entrata in vigore il 7 aprile 1948, ha sede a Ginevra ed è governata da 194 Stati membri. L'obiettivo dell'OMS è garantire che tutte le popolazioni raggiungano il più alto livello possibile di salute, inteso non solo come assenza di malattia, ma come condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale. A tal fine, promuove la cooperazione internazionale nel settore sanitario. Nella sua funzione di sorveglianza sanitaria, può emettere allarmi riguardanti i rischi di una pandemia. Esistono 6 fasi di allarme, in ordine di gravità: dal rischio di non infezione per l'uomo allo stato più grave di trasmissione umana in almeno due regioni del mondo. Seguono le fasi post-picco e post-pandemia.