Statua Montanelli: sospetti sui collettivi studenteschi

di Angelo Caputo - domenica 14 giugno 2020

Statua

L'indagine sull'incursione di vandalismo di ieri sulla statua di Indro Montanelli, nei giardini che portano il suo nome in via Palestro a Milano, che è macchiata e con un'iscrizione nera "razzista e stupratore" sulla base, sembra dare i primi risultati. Le indagini affidate a Digos da Alberto Nobili, capo della Procura della Repubblica contro il terrorismo, indicano "in modo decisivo" l'ambiente dei gruppi di studenti. L'azione, di pochi minuti, sarebbe stata effettuata dopo le 8 di sera con una parte del gruppo di vandali che entravano nel parco e un altro che sorvegliava l'ingresso. Per cercare di rintracciare gli autori, gli investigatori riesaminano tutte le immagini registrate dalle telecamere vicino al parco. Non è la prima volta che la statua del giornalista è stata attaccata, già nel 2019 è stata macchiata, questa volta con vernice rosa, durante una dimostrazione l'8 marzo.

 A partire da quello del Presidente della Regione, Attilio Fontana, vittima, a sua volta, di una serie di messaggi e scritti minacciosi. "L'odio, la malizia e il risentimento sono sempre più dominanti sullo scontro civile e democratico", ha dichiarato il governatore. "C'è grande preoccupazione". E stamattina, con un post su Facebook, la dose è aumentata: “Sono stato in guardia per alcune settimane a causa dell'odio politico che ha attaccato la Lombardia, quel saccheggio che ha cercato di offuscare la mia tavola in questo momento in cui il fronte della pandemia ha richiesto più attenzione. Trovo un clima irrazionale, pericoloso per la nostra democrazia, qualcosa nel paese è a rischio : la ragione. 

E il sindaco, Giuseppe Sala, in un video pubblicato sui social, ha chiarito che «la statua di Montanelli deve rimanere lì», pur dicendosi «disponibile a qualunque confronto sul tema del razzismo e sul tema Montanelli. Quando volete» . E poi ha aggiunto: «Noi, quando giudichiamo le nostre vite, possiamo dire la nostra è senza macchie, senza cose che non rifarei? Io metto le mani avanti, la mia vita no. Ho fatto errori e cose che vorrei non aver fatto. Ma le vite vanno giudicate nella loro complessità. Per tutti questi motivi penso che la statua debba rimanere lì».