Sfiducia Bonafede, il Senato respinge le mozioni

di Mario Ferrazzuolo - mercoledì 20 maggio 2020

Sfiducia

Come previsto, a tarda mattinata, il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, "facilmente" ha superato l'ostacolo rappresentato dai due movimenti di sfiducia per i quali il Senato era stato chiamato a votare.

Nel primo voto, quello presentato dalla destra centrale, in virtù dei 292 senatori presenti, 160 voti contrari e 131 a favore, con una sola astensione. Il secondo, proposto da Bonino, è stato risolto con 124 voti a favore e 158 contrari, in questo caso ci sono state 19 astensioni.

Renzi porta a casa le sue proposte. Ora dipende dal Partito Democratico

La posizione di Italia Viva ha influenzato il voto, che con i suoi "soli" 18 voti avrebbe potuto fare la differenza in una direzione come nell'altra. Dopotutto, i "mal di stomaco" di Renzi contro questo dirigente arriva anche prima del coronavirus, quando il leader di Iv ha minacciato di far cadere la maggioranza. Storia che si è ripetuta anche nelle ultime settimane, durante l'elaborazione delle migliaia di pagine all'interno del dl (esclusa la regolarizzazione, voluta anche dal Partito Democratico), l'esecutivo non ha mai dimostrato di voler prendere in seria considerazione le proposte di Italia Viva. Fino a lunedì, con Renzi che, proprio in vista del voto di oggi, ha lanciato un ultimatum: il pacchetto di proposte di Iv era sul tavolo di Conte, la scelta dipendeva da lui. Poi, ieri pomeriggio, si è svolta una conversazione ravvicinata tra il Primo Ministro e Boschi.