Infermiera positiva al coronavirus si toglie la vita: lavorava in terapia intensiva in Lombardia

di Francesco Oliva - mercoledì 25 marzo 2020

Infermiera

L'infermiera di 34 anni che ha deciso di suicidarsi dopo essere risultata positiva al coronavirus ha lavorato nell'unità di terapia intensiva dell'ospedale San Gerardo di Monza. La donna, Daniela Trezzi, era stata assegnata a "uno dei maggiori fronti italiani della pandemia e aveva deciso di togliersi la vita", recita la dichiarazione della Federazione nazionale delle infermiere, che tuttavia è stata negata dal direttore generale Mario Alparone di Asst di Monza. Dopo aver sentito la notizia, la federazione aveva collegato il suicidio della 34enne con la sua positività alla covid-19 e la paura di poter contagiare qualcuno. "Il collega era a casa malato dal 10 marzo e non era sotto sorveglianza per accertata positività o sotto inchiesta. Le verifiche sono attualmente in corso presso le competenti autorità giudiziarie ", ha spiegato Albarone in una dichiarazione ufficiale.

“Siamo rimasti fortemente scossi dall’apprendere che la nostra infermiera abbia compiuto un gesto così estremo – ha aggiunto -. Ho espresso al padre della nostra infermiera la nostra forte vicinanza in questo momento di enorme dolore, che si somma alla difficilissima situazione emergenziale che stiamo fronteggiando”. “L’episodio terribile, purtroppo, non è il primo dall’inizio dell’emergenza COVID-19 (analogo episodio era accaduto una settimana fa a Venezia, con le stesse motivazioni di fondo) e anche se ci auguriamo il contrario, rischia in queste condizioni di stress e carenza di organici di non essere l’ultimo. Ma non può certo nemmeno essere commentato ora.  È sotto gli occhi di tutti la condizione e lo stress a cui i nostri professionisti sono sottoposti e di questo e di quanto sarebbe stato possibile fare in tempi non sospetti e che ora riteniamo sia non solo logico e doveroso, ma indispensabile fare, riparleremo quando l’emergenza sarà passata” 

Infine, l’esortazione ad aiutare chi sta in corsia: “Non facciamo la conta dei positivi e dei decessi per COVID-19, che non sono davvero pochi – conclude lo Fnopi -. Ognuno di noi ha scelto questa professione nel bene e, purtroppo, anche nel male: siamo infermieri. E gli infermieri, tutti gli infermieri, non lasciano mai solo nessuno, anche a rischio – ed è evidente – della propria vita. Ora però basta: non si devono, non si possono, lasciare soli gli infermieri”.