Molto prima del 31 luglio : Conte fa chiarezza sulle restrizioni per il Coronavirus

di Angelo Caputo - martedì 24 marzo 2020

Molto

La riunione del Consiglio dei ministri è durata oltre due ore: il primo ministro Giuseppe Conte e i ministri hanno esaminato uno ad uno gli articoli che compongono il decreto sull'emergenza del Coronavirus che serve a dare un quadro regolamentare unificato a tutte le misure finora adottate per il contenimento del contagio e di inasprire le sanzioni previste. Il decreto introduce multe da 400 a 3000 euro per coloro che eludono le misure per arginare la diffusione di Covid-19. Non è prevista la confisca di auto, moto e veicoli. 

La soddisfazione è stata espressa dal partito democratico. “Il governo ha deciso, come auspicavamo – ha twittato Andrea Orlando, vicesegretario del Pd – di rendere più efficaci e rapide le sanzioni per chi non aiuta a contenere il virus ed aumenta il pericolo per tutti. Ce la faremo se tutti insieme ci diamo una mano”. Il premier ha fatto chiarezza sulla bozza circolata in queste ore. “Si è creata discussione sul fatto che l’emergenza sarebbe stata prorogata fino al 31 luglio 2020: nulla di vero, assolutamente no. A fine gennaio abbiamo deliberato lo stato di emergenza nazionale, un attimo dopo che l’Oms ha decretato l’emergenza un’epidemia globale. L’emergenza è stata dichiarata fino al 31 luglio. Non significa che le misure restrittive saranno prorogate fino al 31 luglio”.

E poi annuncia : “I Governatori possono adottare misure più restrittive. Ma rimane al Governo la funzione di coordinamento. A livello sanzionatorio abbiamo introdotto una multa da 400 a 3000 euro. Abbiamo regolamentato in modo più puntuale e trasparente i rapporti tra attività del governo e il Parlamento Ogni decreto, ogni iniziativa governativa sarà trasmessa ai presidenti delle Camere”.

Ed infine conclude :“Abbiamo regolamentato in modo lineare gli interventi del governo e le regioni. Lasciamo che i presidenti delle regioni possano adottare nell’ambito delle loro competenze anche provvedimenti più restrittivi, più severi e ovviamente però rimane la funzione di coordinamento, di omogeneità che viene assicurata a tutto il territorio nazionale dai nostri interventi. Stiamo vivendo una situazione drammatica ma stiamo reagendo in modo efficace rispetto a quello che era la situazione di partenza. Decidere di chiudere interi comparti individuando di punto in bianco quali sono le attività essenziali e non essenziali è una operazione complicatissima.L’Italia non ha mai affrontato problematiche di questo tipo. Stiamo facendo degli aggiustamenti, è una cosa complicata, perché le filiere produttive sono molto integrate”.